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La nostra è stata una lenta tappa d’avvicinamento, dove la conoscenza del ”sentito dire” si è trasformata in sensazioni, curiosità, approfondimenti, meraviglia e, infine, in un solido e concreto progetto: Poggio al Tesoro. L’eccezionale valore dell’area, unito alla nostra esperienza, ha reso possibile la promessa di Poggio al Tesoro: offrire vini di forte identità, capaci di esprimere complessità e potenza, eleganza e profondità. Così, in pochissimi anni e moltissimo lavoro, ha preso forma e vita Poggio al Tesoro, 70 ettari circa di ambita terra bolgherese. Poggio al Tesoro deve molto alla lungimiranza di Walter Allegrini, il vignaiolo della Valpolicella amante di Bolgheri ed entusiasta precursore dell’arrivo in Toscana. Da sempre impegnato in prima persona nella conduzione viticola dell’azienda di famiglia, Walter ha saputo intuire l’importanza di un territorio la cui specificità poteva essere ulteriormente sperimentata e valorizzata. Al momento dell’acquisto dei poderi dell’attuale Tenuta, scelse sia appezzamenti vicini al mare che altri più a ridosso della collina, puntando con lungimiranza sulla diversificazione del terroir e delle colture. Fin dall’inizio ci stava a cuore il pensiero che sempre ha animato il nostro profilo di viticoltori: cercare l’unicità. Unicità che abbiamo saputo trovare in quattro appezzamenti identificativi di quest’area, ma capaci assieme di svelarne la particolarità, di porsi come specie originale di un medesimo, grande terroir. I 70 ettari della Tenuta Poggio al Tesoro si collocano in una zona geografica riparata ad Est dai colli di Castagneto Carducci e ricoperta dalla tipica vegetazione mediterranea, con prevalenza di querce da sughero, corbezzoli, pini domestici e marittimi. Una delle principali attività è stata lo studio preliminare dei terreni e del clima, che ha consentito di piantare i vitigni più idonei alle specifiche condizioni pedoclimatiche. La proprietà attualmente vitata è costituita da quattro appezzamenti: due lungo la Via Bolgherese; il più esteso in località Le Sondraie, vicinissimo al mare; il quarto nel comune di Bibbona. Il programma d’impianto dei vigneti della Tenuta, iniziato nel 2003, ha visto la scelta delle varietà e dei portainnesti fortemente condizionata dalle caratteristiche pedologiche e ambientali delle diverse zone di Poggio al Tesoro. I terreni caratterizzati da sabbie ricche di scheletro sono stati scelti per coltivare vitigni che esprimono concentrazione e potenza, come il Cabernet Sauvignon ed in particolare il Cabernet Franc. Nei terreni argillosi e ricchi di minerali sono stati impiantati invece vitigni come il Merlot, nei quali si ricercano l’eleganza, i profumi e l’armonia.

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