Jacopo Biondi Santi
Il nome Biondi Santi è legato inesorabilmente alla produzione di vino: la loro storia inizia nell’800, quando Ferruccio BIondi Santi impiantò il primo clone di Sangiovese a Montalcino; quel gesto fu l’atto primordiale della produzione del Brunello di Montalcino. Da quel momento. la famiglia fu il simbolo di tradizione, ma anche di innovazione nel mondo vinicolo; queste caratteristiche sono ancora oggi incarnate da Jacopo Biondi Santi, il quale scelse la Tenuta Castello di Montepò per portare avanti un progetto enologico di innovazione e modernità, sempre restando legato alla tradizione e alla passione della sua discendenza. Insieme ai suoi figli, lungo i pendii della Maremma toscana, coltiva e cura i 50 ettari vitati sui 600 complessivi delle Tenuta, con metodi tradizionali e innovazione tecnologica, come per esempio la rete diffusa di centraline di rilevamento meteo che raccoglie e immagazzina in tempo reale le misurazioni di ogni singolo microclima della Tenuta; in cantina le uve riposano in grandi botti e barriques pregiate, a temperatura e umidità costanti.
Si deve sottolineare anche l’impegno ad una viticoltura sostenibile, capace di valorizzare al meglio ogni singolo vigneto e zona.
Tutto il lavoro e il pensiero di Jacopo sono rappresentati da due eccellenti prodotti, Sassoalloro e Schidione: il primo un purissimo Sangiovese, il secondo è un taglio di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon.
Domande frequenti
Dove si trova la cantina Jacopo Biondi Santi?
Il progetto di Jacopo Biondi Santi ha sede al Castello di Montepò, nel comune di Scansano, in provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana. La tenuta si estende su circa 600 ettari complessivi, di cui 50 vitati, su un pendio collinare esposto a sud-ovest verso la costa tirrenica. Pur non ricadendo nella denominazione di Montalcino, il progetto raccoglie l'eredità della famiglia Biondi Santi, che nell'Ottocento a Montalcino diede origine alla produzione del Brunello con il primo impianto di Sangiovese di Ferruccio Biondi Santi.
Chi ha fondato la cantina Jacopo Biondi Santi? È un progetto di famiglia?
Sì: Jacopo Biondi Santi è figlio di Franco Biondi Santi, che rese la Tenuta Il Greppo di Montalcino un punto di riferimento internazionale per il Brunello. Nel 1991 Jacopo ha avviato un progetto autonomo al Castello di Montepò, in Maremma, con la prima vendemmia del Sassoalloro, oggi affiancato dai suoi figli nella conduzione dell'azienda. Il progetto porta avanti l'eredità della famiglia Biondi Santi coniugando tradizione e innovazione, con l'obiettivo di valorizzare un nuovo territorio al di fuori di Montalcino.
Che approccio hanno in vigna e in cantina alla Jacopo Biondi Santi?
L'azienda punta su una viticoltura di precisione, supportata da una rete diffusa di centraline meteo che monitora in tempo reale il microclima di ogni singola zona della tenuta, permettendo interventi mirati parcella per parcella. In cantina le uve, tra cui Sangiovese Grosso BBS11 (un clone selezionato dalla famiglia Biondi Santi), Merlot e Cabernet Sauvignon, riposano in grandi botti e in barriques pregiate, a temperatura e umidità costanti, secondo un approccio che unisce metodi tradizionali e tecnologia enologica moderna.
Che vini produce la cantina Jacopo Biondi Santi? Qual è il loro vino più famoso?
La produzione ruota attorno a due etichette principali: Sassoalloro, un Sangiovese in purezza, e Schidione, un uvaggio di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Sassoalloro, vino simbolo del progetto fin dalla prima vendemmia del 1991, rappresenta l'espressione più diretta del clone di Sangiovese Grosso BBS11 selezionato dalla famiglia Biondi Santi, mentre Schidione esprime la componente più internazionale e strutturata della gamma, pensata per l'invecchiamento.
Si può visitare il Castello di Montepò di Jacopo Biondi Santi?
Sì, il Castello di Montepò è visitabile tutto l'anno su prenotazione online, con tre diverse proposte di degustazione a seconda della stagione (autunno-inverno da novembre a marzo, primavera-estate da aprile a ottobre). La visita comprende un percorso tra le cantine di invecchiamento all'interno del castello e la degustazione di tre tra i vini più rappresentativi della tenuta, nell'antica sala secolare della struttura.
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