Castello di Bossi
Il Castello di Bossi sorge al centro dell’azienda, situato nel comune di Castelnuovo Berardenga, nella zona sud del Chianti Classico. Le fondazioni della prima torre risalgoono attorno al 1099, alla quale vi saranno delle successive annessioni. Tra i 500 ettari della Tenuta, solo 120 ettari sono coltivati a vigneto, suddivisi tra le tre uve principali dei loro vini: Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot. Grazie al clima mitigato, dato dalla zona in cui si trova l’azienda, il Sangiovese di Castello Bossi ha una maturazione fenolica e tannica. Il Cabernet e il Merlot furono tra i primi piantati nel Chianti Classico circa 40 anni fa. L’azienda nasce grazie alla passione di Marco Bacci, impreditore fiorentino, il quale acquistò la Tenuta nel 1984 e nel 1985 produsse la prima bottiglia di Corbaia. Successivamente la loro produzione si espanse anche nei territori di Montalcino e di Scansano, Insieme a suo figlio, Jacopo Bacci, Marco si dedica a tempo alla propria azienda per produrre vini biologici con standard qualitativi e di sapore elevati. La loro missione è quella di permettere a chiunque di godere dei migliori vini al mondo in qualsiasi momento ed ovunque.
Domande frequenti
Dove si trova il Castello di Bossi e in che zona del Chianti produce?
Castello di Bossi si trova nel comune di Castelnuovo Berardenga, nella zona sud del Chianti Classico. Le fondamenta della prima torre risalgono al 1099. Su 500 ettari di tenuta, 120 sono vitati, coltivati principalmente a Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.
Chi ha fondato il Castello di Bossi?
L'imprenditore fiorentino Marco Bacci, lo stesso che ha in seguito sviluppato i progetti Renieri a Montalcino e Terre di Talamo in Maremma, acquistò la tenuta nel 1984, producendo l'anno successivo la prima bottiglia di Corbaia. Oggi Marco è affiancato dal figlio Jacopo nella conduzione dell'azienda.
Il Castello di Bossi produce vini biologici?
Sì: l'azienda si dedica alla produzione di vini biologici con standard qualitativi elevati, portando avanti la missione di rendere accessibili vini di alto livello, coltivando Cabernet Sauvignon e Merlot tra le prime varietà internazionali impiantate nel Chianti Classico, circa 40 anni fa.


