Argiano
Nota come una delle più antiche cantine del territorio di Montalcino, la tenuta Argiano fu costruita alla fine del 1500 come residenza signorile per la nobile famiglia senese dei Pecci ma, con la successiva edificazione della cantina, si trasformò presto in azienda vinicola.
Nel corso degli anni la tenuta Argiano vide differenti proprietari degni di nota, anche se questa raggiunse traguardi importanti soprattutto con due nobili donne:
La duchessa Gaetani dei Conti Lovatelli che agli inizi del 1800 portò i vini di Argiano nei più importanti salotti letterari dell’epoca, frequentati da personaggi di fama mondiale come De Rossi, Carducci, D’Annunzio, Nigra, Bonghi, Gregorovius, Pigorini e Zola (lo stesso Carducci in una lettera scrisse Mi tersi con il vin d’Argiano, il quale è buono tanto ;
La contessa Noemi Marone Cinziano che diede inizio all’importante collaborazione con l’enologo Giacomo Tachis.
Nel 2013 la proprietà è stata acquistata da un gruppo di imprenditori brasiliani, la Leblon Investment fund Ltd, guidata dal finanziere Andrè Santos Esteves cha da allora gestisce l’azienda secondo una filosofia improntata al rispetto dell’ambiente e della biodiversità.
La tenuta Argiano si trova a Montalcino e si estende per circa 125 ettari, comprensivi di terreni vitati, oliveti e boschi. I vigneti si espandono per circa 52 ettari e presentano una capacità produttiva di 337.000 bottiglie, di cui 109.000 di Brunello di Montalcino.
Tra gli altri vini proposti dalla Cantina Argiano troviamo il Rosso di Montalcino ed il Supertuscan.
Situata su un altopiano a circa 300 metri sul livello del mare, questa località presenta un’ottima escursione termica che garantisce la lenta maturazione dei grappoli d’uva. Lo stesso rispetto dei tempi naturali del prodotto si ha anche nel processo di vinificazione e di fermentazione, che avviene a temperatura controllata all’interno di tini di acciaio. L’invecchiamento, avviene per il primo anno in barrique e tonneau di rovere francese, poi all’interno di vasche di cemento per ulteriori dodici mesi.
La sua produzione comprende Brunello di Montalcino (di Annata, Riserva e nelle versioni Vigna del Suolo), Grappa, Rosso di Montalcino e Solengo I.G.T.
Domande frequenti
Dove si trova la tenuta Argiano e in che zona di Montalcino produce?
Argiano si trova a Montalcino, su un altopiano a circa 300 metri sul livello del mare, con un'ottima escursione termica che favorisce una lenta maturazione delle uve. La tenuta si estende per circa 125 ettari, di cui 52 vitati, con una capacità produttiva di 337.000 bottiglie, di cui 109.000 di Brunello.
Chi ha fondato la tenuta Argiano? È una delle cantine più antiche di Montalcino?
Sì: Argiano fu costruita a fine Cinquecento come residenza signorile della nobile famiglia senese dei Pecci, per poi trasformarsi in azienda vinicola. Nell'Ottocento la duchessa Gaetani dei Conti Lovatelli portò i vini di Argiano nei salotti letterari frequentati da Carducci e D'Annunzio, mentre la contessa Noemi Marone Cinzano avviò la collaborazione con l'enologo Giacomo Tachis. Dal 2013 la proprietà è del fondo brasiliano Leblon Investment.
Che vini produce la tenuta Argiano? Qual è il loro vino più originale?
Oltre al Brunello di Montalcino (di Annata, Riserva e nella versione Vigna del Suolo) e al Rosso di Montalcino, l'etichetta più originale è il Solengo, un Supertuscan creato in memoria dell'enologo Giacomo Tachis, ottenuto da Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Sangiovese, con una produzione di circa 30.000 bottiglie l'anno.
La tenuta Argiano ha ricevuto premi importanti?
Sì: già nel 1932 Argiano vinse una medaglia d'oro all'Esposizione di Bruxelles per la produzione di vini da tavola e da dessert. Negli ultimi anni l'azienda è entrata nella fascia alta delle cantine italiane, ottenendo punteggi elevati dalla stampa di settore e, in alcuni casi, punteggi a tre cifre.
Si può visitare la tenuta Argiano? Fanno degustazioni?
Sì, le visite sono private e solo su prenotazione: dopo una presentazione dell'azienda, il percorso comprende le storiche cantine, tra cui quella verticale e la collezione privata, per concludersi con la degustazione di quattro vini simbolo, tra cui Rosso di Montalcino, Brunello, Non Confunditur e Solengo.
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